Mi sono fatto da solo.
Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.In ricordo di Giorgio Penzo
Il giorno 4 Giugno 2026 è venuto a mancare mio padre Giorgio Penzo.
Era un grande appassionato di Cinema, del Cinema d’autore che lui mi ha insegnato ad amare.
Dopo anni di viaggi per lavoro, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a scrivere di Cinema, su: Orson Welles, Stanley Kubrick, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa, Andrej Tarkovskij, François Truffaut, Billy WIlder, Michelangelo Antonioni…
Giorgio stava bene di fronte allo schermo, che per lui era un’esperienza unica, un’esperienza di riflessione e crescita interiore, proprio le medesime sensazioni che ho provato personalmente nelle visioni che ho avuto con lui.
Giorgio amava sostenere che il Cinema è più vero della vita stessa, troppo spesso fatta di compromessi vuoti e di momenti di difficoltà che sembrano insormontabili: ebbene, il Cinema è sempre stato un’ancora di salvezza.
In particolare, negli ultimi tempi, mio padre era tornato a visionare quelli che lui riteneva i grandi classici di Michelangelo Antonioni, il quale è sempre stato un riferimento apicale per mio padre.
Il primo incontro che ho avuto con Michelangelo Antonioni, grazie a mio padre, è stato tramite L’Avventura, un film che rimane indelebile nella mente dello spettatore, nei paesaggi che passano inesorabilmente di fronte agli occhi di chi guarda questo capolavoro, al senso di incomunicabilità che coglie i protagonisti della vicenda, che sono bravissimi nel trasmettere il vuoto, la caducità delle relazioni…
E Giorgio era soprattutto preso dalla bravura di Lea Massari, una delle sue attrici “feticcio”, e poi dal finale del film, così essenziale e poetico, eppure anche così lacerante…
E poi, Blow-Up, nella Londra che Giorgio ha avuto modo di vivere, dove l’apparente caos di quel mondo in realtà dava tutta l’idea della vitalità di Londra.
E come il protagonista di questo grande film, mio padre “ingrandiva” i dettagli più importanti, più determinanti, per scavare nella realtà e conoscere il mondo in cui si muoveva.
Mio padre si è fatto accompagnare sin da giovane da Michelangelo Antonioni, un riferimento non soltanto culturale, quanto mentale, esistenziale.
Michelangelo Antonioni: Professione Regista 1957-1975 è un lavoro di Giorgio Penzo fatto proprio per invitare il lettore a conoscere e a voler entrare nel mondo del regista ferrarese, un vero maestro per mio padre, che in lui ha visto da sempre il vertice del Cinema Italiano.
Caro Giorgio, grazie, anche per i momenti passati assieme nella visione di questi capolavori…
Ogni pellicola preziosa avrà pure una fine, ma la sua Bellezza resterà per sempre.
Marco Penzo


