“Michelangelo Antonioni e la sua Ferrara Influenze di una città mai dimenticata” Estratto della tesi di laurea di Milvia Zappata. Corso di Studio Scienze e tecnologie della comunicazione.

12-06-2023

Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Studi Umanistici.  Corso di studio Scienze e tecnologie della Comunicazione.  Sessione di laurea straordinaria anno accademico 2021/2022. Relatore: Laureanda: Prof.ssa Diletta Pavesi Milvia Zappata Correlatore: Prof. Alberto Boschi

Corso di Studio

Scienze e tecnologie della comunicazione

Michelangelo Antonioni e la sua Ferrara

Influenze di una città mai dimenticata

Relatore: Prof.ssa Diletta Pavesi              Correlatore: Prof. Alberto Boschi           Laureanda: Milvia Zappata

Sessione di laurea straordinaria anno accademico 2021/2022

Indice

 

Introduzione ……………………………………………………………………………pag. 03

 

1.1 Profilo biografico del regista ……………………………………………………….pag. 07

 

2.1 Lo sguardo di Antonioni su Ferrara ………………………………………….……. pag. 23

2.2 Il documentario: Gente del Po(1943-1947) ……………….…………………….…pag. 26

2.3 Dal documentario al film ………………………………………………………….. pag. 30

 

3.1 Cronaca di un amore (1950) …………………………………………………….… pag. 32

 

4.1 Il grido (1957) ………………………………………………………………………pag. 38

 

5.1 Al di là delle nuvole (1995) ………………………………………………………… pag. 46

5.2 Cronaca di un amore mai esistito …………………………………………………. pag. 49

 

Bibliografia …………………………………………………………………………….. pag. 52

 

Sitografia ………………………………………………………………………………. pag. 53

 

Ringraziamenti ………………………………………………………………………… pag. 54

 

 

 

Breve biografia

Milvia Zappata nasce a Bologna il 16 marzo 1980. In età adulta decide di iscriversi alla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Ferrara, si appassiona di cinema grazie agli insegnamenti del Prof. Umberto Boschi e della Prof.ssa Diletta Pavesi, decidendo così di chiudere il suo percorso universitario con una tesi su uno dei più importanti cineasti italiani della storia del cinema, Michelangelo Antonioni.

Consegue la laurea il 03 marzo 2023 con un punteggio di 107/110. Tra i suoi progetti futuri continuare gli studi magistrali presso l’Università di Ferrara.

Introduzione

Quanto ha influenzato, nascere e crescere nel territorio ferrarese nella prima metà del Novecento, la carriera di uno dei più importanti cineasti italiani della storia del cinema, Michelangelo Antonioni? È possibile che l’ambiente, il paesaggio ferrarese che Antonioni ha osservato per tutti gli anni della sua giovinezza, sia in realtà sempre stato presente nel suo cinema?

L’obiettivo della tesi è proprio quello di trovare le risposte a queste domande, attraverso l’analisi della vita del nostro regista, le sue esperienze e passioni, i documentari e i film ambientati a Ferrara; infine, ma non per importanza, il prezioso contributo dato dalla nipote del regista, Elisabetta Antonioni, incontrata proprio a Ferrara la mattina del 18 ottobre 2022.

 Estratto

Quanto ha influenzato, nascere e crescere nel territorio ferrarese nella prima metà del Novecento, la carriera di uno dei più importanti cineasti italiani della storia del cinema, Michelangelo Antonioni? È possibile che l’ambiente da lui osservato in gioventù sia sempre stato presente nel suo cinema?

L’ obiettivo della tesi è quello di trovare le risposte a queste domande attraverso l’analisi della sua vita e di alcune delle sue opere. Il periodo preso in esame si concentra maggiormente sui primi anni Cinquanta del Novecento, anni in cui il regista trascorre l’infanzia e la giovinezza a Ferrara, periodo in cui sviluppa le sue più grandi passioni: il cinema, la scrittura e la pittura. Questi, però, sono anche gli anni dei limiti imposti dal fascismo e dalla Seconda guerra mondiale.

La vita delle persone che abita nel territorio del Delta è caratterizzata da una estrema povertà, l’economia è basata principalmente sull’agricoltura e sulla pesca, non ci sono fabbriche a differenza delle grandi città del nord. Il protagonista indiscusso è il fiume Po, che da un lato, a causa delle sue frequenti piene genera paura e morte, dall’altro, soddisfa i bisogni e le aspettative dei cittadini garantendo loro il trasporto, la pesca e il commercio.

Ed è proprio in questi luoghi così desolati e malinconici che numerosi intellettuali e artisti hanno deciso di far conoscere Ferrara al mondo e di fare delle sponde del Po lo scenario principale delle loro opere. Si può citare, ad esempio, Luchino Visconti (Ossessione, 1943), Roberto Rossellini (sesto episodio di Paisà, 1946), Florestano Vancini (La lunga notte del ’43, 1960) e Pupi Avati (La casa dalle finestre che ridono, 1976; Le strelle nel fosso, 1979 e il recentissimo Lei mi parla ancora, 2021). Le loro opere ci mostrano la vita delle persone nella loro quotidianità, il lavoro sui campi, le frequenti alluvioni, ma anche il grande fascino della natura selvaggia che caratterizza queste lande.

Antonioni ha custodito per tutta la sua vita le immagini che questo territorio, nel corso del tempo, gli ha regalato permettendogli di portare un po’ di Ferrara in ogni sua opera.

Certe immagini, sensazioni e atmosfere vissute da bambino, probabilmente, l’uomo le porta sempre dentro anche se ci sono momenti in cui te ne vorresti liberare, queste inevitabilmente permangono, perché è da lì che tutto ha inizio, sono le nostre radici. Quello che accade nei primi anni di vita è determinante per le scelte future, ad esempio, Michelangelo all’età di ventotto anni, decide di seguire i suoi sogni e di trasferirsi a Roma, ma lui stesso ha

sottolineato come non sia stata un’operazione facile scrollarsi di dosso la provincia.

Questo sentirsi “provinciale”, sentimento che sempre lo accompagna, forse anche poco gradito in alcuni momenti, giustifica le scelte fatte in età adulta, il suo continuo studiare, essere curioso e aperto al nuovo, sono tutti atteggiamenti che si pongono in opposizione a ciò che è chiuso e limitato.

Inevitabile chiedersi, a questo punto, se effettivamente sia stato il paesaggio dove è cresciuto, lo spazio, la gente, i silenzi, che gli hanno permesso di diventare il Maestro osservatore e regista, così come lo conosciamo oggi.

Come ha affermato lo stesso Antonioni più volte: «Fare un film è invece vivere, almeno per me» e questo dimostra come lo spazio filmico si confonda con il mondo privato, quanto la sua quotidianità, la sua realtà siano utili alla creatività e alla creazione di una sua realtà filmica.

Non è quindi un caso che per le sue prime opere si sia affidato al territorio della sua memoria per mostrare una realtà nascosta e conosciuta solo da chi, questi luoghi li conosce bene.

Si inizia, allora, con il suo primo documentario, Gente del Po (1943-1974), per poi affrontare il tema del neorealismo italiano, in particolare il cosiddetto “neorealismo interiore” che caratterizza nel 1950 il suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore. Qui troviamo tre

brevi sequenze che ci mostrano la vecchia sede del liceo classico Ludovico Ariosto, il Tennis Club Marfisa e il “Quadrivio degli Angeli”, l’incrocio fra Corso Ercole I D’Este, Corso Porta Mare e Corso Biagio Rossetti. Nel 1957 gira Il grido, ambientato nel paesaggio vuoto e desolato della Pianura Padana, dove la stagione invernale accompagna il vagabondare del protagonista per tutto il film; infine, nel 1995 realizza Cronaca di un amore mai esistito, primo episodio del film Cronaca di un amore, dove il centro di Ferrara diventa protagonista con Piazza del Municipio e lo Scalone d’Onore.

Queste opere, pur essendo girate in momenti e contesti diversi, sono legate da un unico filo rosso che ha origine in un solo luogo, la città Estense.

È difficile chiarire il rapporto che lega Michelangelo Antonioni alla sua terra perché lui ha sempre cercato di proteggere la sua persona e la sua vita privata, tuttavia, ci svela alcune parti segrete di sé attraverso le sue pellicole. Come scrive Carlo Di Carlo, Michelangelo Antonioni ha fatto di Ferrara una pagina bianca dandoci la possibilità di proporre diverse ipotesi e, nello stile di Antonioni, questa possibilità è sempre stata presente nel finale di ogni suo film (Carlo Di Carlo, 2002).

Ringraziamenti

Ringrazio il mio Relatore, la Prof.ssa Diletta Pavesi per aver deciso di seguirmi in questa interessante esperienza e per avermi dato gli strumenti necessari per affrontarla al meglio; la ringrazio, inoltre, per il supporto e per la disponibilità che ha sempre dimostrato nei miei confronti.

Ringrazio Elisabetta Antonioni e suo marito per il tempo che mi hanno concesso, per la loro gentilezza e disponibilità. Lieta di aver conosciuto due persone così vicine al nostro Maestro.

Infine, ringrazio tutto coloro che mi sono stati vicino e che hanno creduto in me fin dall’inizio di questo impegnativo, ma appassionante viaggio.

  Bibliografia

Monografie

  • Antonioni Michelangelo, a cura di Di Carlo Carlo, Tinazzi Giorgio, Sul cinema, Marsilio Editori, Venezia, 2004.

  • A. Achilli, A. Boschi, G. Casadio, Le sonorità del visibile, Longo Editore, Ravenna, 1999.

  • Bartolini Elio, Il Grido di Michelangelo Antonioni, Cappelli Editore, Rocca San Casciano (FC), 1957.

  • Calabretto Roberto, Antonioni e la musica, Marsilio Editori, Venezia, 2012.

  • Cardinali Doris, Il reale fantastico, Casa Editrice Il Filo di Arianna, La Spezia, 2022.

  • Di Carlo Carlo, Il cinema di Michelangelo Antonioni, Editrice Il Castoro, Milano, 2002.

  • Di Carlo Carlo, Il primo Antonioni, Cappelli, Bologna, 1973.

  • Di Carlo Carlo, Il mio Antonioni, Cineteca di Bologna, Istituto Luce, Cinecittà, 2018.

  • Di Carlo Carlo, Tinazzi Giorgio, Fare un film è per me vivere, Venezia, Quarta edizione 2022.

  • Martini Giacomo, Una Regione piena di cinema: Michelangelo Antonioni, Edizioni Falsopiano, Alessandria, 2006.

  • Parigi Stefania, Neorealismo, Il nuovo cinema del dopoguerra, Marsilio Editori, Venezia, 2014.

  • Ranieri Nicola, Amor vacui, Il cinema di Michelangelo Antonioni, Meta Edizioni, Treglio (CH), 2013.

  • Scandurra Giuseppe, Ibridi Ferraresi, Meltemi editore, Milano, 2020.

  • Tassone Aldo, I film di Michelangelo Antonioni, Gremese editore, Roma, 2002.

  • Tinazzi Giorgio, Michelangelo Antonioni, Editrice Il Castoro, Milano, 2013.

  • Università degli studi di Roma Tre, a cura di M. Orsini con un saggio di L. Miccichè, Michelangelo Antonioni, I film e la critica 1943-1995: Un’antologia, Bulzoni Editore, Roma, 2002.

  • Usardi Stefano, La realtà attraverso lo sguardo di Michelangelo Antonioni, Mimesis Edizioni, Milano-Udine, 2018.

  • W. Wenders, Il tempo con Antonioni, Edizioni Socrates, Roma, 1995.

  • Zumbo Saverio, Al di là delle immagini, Edizioni Falsopiano, Alessandria, 2002.

Articoli da rivista

  • Bertuzzi Andrea, La Ferrara di Michelangelo Antonioni, “Meridiani Cammini”, Periodico bimestrale, marzo 2022, Anno IV, n. 15, pag. 54.

Sitografia

 

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